Export italiano verso Paesi arabi a due velocità

Il futuro è soprattutto in area Golfo
Calenda - Viceministro allo Sviluppo

Cresce l'export italiano verso i Paesi arabi e "anche se nei primi sei mesi di quest'anno ha registrato un calo del 4 per cento, in futuro crescerà a geometria variabile: ovvero più rapidamente verso i Paesi del Golfo e più lentamente verso la fascia del Nordafrica".

E' quanto ha affermato il viceministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, intervenendo questa mattina a Roma a un incontro su Piccole e medie imprese e Paesi arabi organizzato da Isiamed (Istituto italiano per l'Africa e il Mediterraneo) e Ntcm, Studio Legale Associato. "Dal 2005 a oggi - ha ricordato Calenda - l'export italiano verso i Paesi arabi è quasi raddoppiato, raggiungendo lo scorso anno i 30 miliardi di valore.

Le imprese italiane hanno un buon margine di crescita in quest'area, in particolare verso i Paesi del Golfo", ma serve maggiore coesione tra governo e associazioni". Troppo spesso, ha detto, le Pmi italiane si muovono in ordine sparso, in maniera troppo casuale.

"Le condizioni geopolitiche non sono un dettaglio". Anche oggi, "l'Italia è più presente in alcuni Paesi - come in Egitto dove per così dire è sovraesposta" e meno in altri, come in Marocco, "dove le nostre aziende sono ancora troppo poche". E proprio in Marocco Calenda sarà il 20 ottobre prossimo per una missione imprenditoriale. Altra storia, invece, per l'area del Golfo, dove gli investimenti italiani sono consistenti e dove i margini di manovra per gli imprenditori del Belpaese sono ancora più ampi.

"Come in Arabia Saudita - soprattutto per le grandi aziende, mentre più complicato è per le Pmi - e in Bahrain". E proprio nelle monarchie petrolifere fa sapere Calenda, "intendiamo sviluppare una rete di grande distribuzione italiana. Portando sugli scaffali marchi italiani ancora introvabili". Dal prossimo anno, infine, "il governo ha messo sul tavolo per la promozione all'estero delle Pmi 150 milioni. Una cifra ben al di sopra di quella - 23 milioni - destinata in passato.

Risorse, conclude, destinate ad aiutare soprattutto quelle circa 70 mila piccole e medie imprese che solo saltuariamente esportano verso mercati stranieri.

Fonte: ANSA

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