Dinamismo delle esportazioni UE in Birmania

Il Governo birmano rilancia la free zone di Dawei: Annullata la concessione a ITD e nuovo accordo bilaterale con Bangkok, che prevede anche il coinvolgimento del Giappone

Interscambio, siamo agli inizi ma sta crescendo

L’interscambio commerciale tra il Myanmar e i Paesi UE è ancora assai modesto: nel 2012 le esportazioni UE hanno raggiunto i 132 milioni di euro, mentre le importazioni dalla Birmania 164 milioni. Tuttavia c’è un innegabile dinamismo (esportazioni UE +60% rispetto al 2011).

Questo vale del resto anche per l’interscambio commerciale con l’Italia: nel 2012 è stato di 35,5 milioni di euro (+81,4% rispetto al 2011), con 23,7 milioni di nostre esportazioni (+69,3%) e 11,8 milioni di importazioni dal Myanmar (+111,8%). 

Nel primo semestre 2013 l’interscambio Italia-Myanmar ha già  raggiunto i 33,1 milioni di euro, ovvero quasi il valore dell’intero anno precedente, facendo presagire un 2013 all’insegna di un ancor più significativa crescita dei flussi commerciali bilaterali.

Del resto la base di partenza poco significativa di commercio e investimenti tra il Myanmar e l’UE è ovviamente imputabile alle sanzioni, revocate in maniera definitiva solo nell’aprile scorso. Anche il reinserimento del Myanmar nello schema preferenziale GSP, con accesso al mercato europeo a zero dazi e zero quote, dovrebbe auspicabilmente far sentire presto i suoi effetti positivi.

Il Governo birmano punta a valorizzare le potenzialità del Paese derivanti anche dal posizionamento al confine con Cina e India e altri Paesi ASEAN. Sebbene il Myanmar sia ancora il Paese più povero dei 10 aderenti all’ASEAN, con un PIL di 51,8 miliardi di dollari e un reddito pro-capite di circa 900, la sua economia è cresciuta, secondo la Banca Mondiale, del 6,5% nell’ultimo anno (2012-2013), rispetto al 5,9% del precedente anno e dovrebbe continuare a restare su un livello del 7% nei prossimi anni.

Significativa anche la diversificazione degli investimenti esteri in atto. Se prima erano monopolizzati dai settori Power, Oil & Gas e dalla Cina come principale investitore, ora sono emersi anche altri settori (manifatturiero, minerario, turismo e real estate) e altri Paesi investitori (Singapore, Vietnam, Gran Bretagna, Giappone e Corea del Sud).

Fonte: NewsLetter Diplomazia Economica Italia 11 marzo 2014

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...