Russi che investono in Italia : arrivano da turisti ed investono nel Bel Paese

Sempre più spesso magnati moscoviti in vacanza si ritrovano a fare affari tra immobili, vini ed energia.

Una manna per l'Italia che con accordi bilaterali commerciali rafforza un asse economico che solo nel 2014 potrebbe superare i 50 miliardi di euro.

Ricchissimi, non badano a spese e sempre piùspesso oltre alle vacanze e allo shopping, amano investire in Italia, per acquistare dimore, vini, alberghi e non solo. 

Sono i nuovi zar della Russia che sempre più spesso scendono nel Bel Paese per fare affari, grandi imprenditori nei settori energetico, edilizio, dell'editoria, dell'import-export.

Vacanze in spiaggia o in montagna, tra i tesori delle città d'arte e i capolavori della gastronomia: anche nel 2013 l'Italia si è confermata una delle mete preferite dai turisti russi. Secondo uno studio di Isnart-Unioncamere (l'istituto di ricerche turistiche), nel 2013 il 45 per cento dei pacchetti venduti in Russia dai tour operator ha riguardato proprio i viaggi in Italia: nel 2011 la percentuale era stata pari al 28 per cento.

Così, come rivela uno studio della Universal Travel Service, i turisti russi in Italia sono passatida 315mila nel 2009 a 650mila nel 2012. "Il trend è in crescita costante, con percentuali a due cifre - conferma il dirigente dell'Agenzia Nazionale del turismo (Enit), Marco Bruschini -. Nei primi mesi del 2013 l'aumento è stato del 25-30 per cento rispetto all'anno precedente". "I miliardari russi continuano a scegliere le località turistiche italiane, specie quelle più esclusive come Porto Cervo e Forte dei Marmi, che proprio grazie a loro riescono a mantenere i loro standard di guadagno per la stagione estiva". Poi c'è Viktor Vekselberg, altro oligarca fedele al Cremlino, che ha comprato la bresciana Energetic Source (circa 100 milioni di euro). Vekselberg ha anche acquistato il Grand Hotel Villa Feltrinelli sul lago di Garda (40 milioni) e il nuovo porto turistico di Rimini. Particolarmente interessato al nostro Paese è Rustam Tariko, il 50enne zar della vodka che nel 2011 ha rilevato la Gancia. Da tempo Tariko si è insediato in Sardegna acquistando per 15 milioni villa Minerva. Sempre a Porto Cervo ci sono Oleg Deripaska con la villa Le Walkirie e Piotr Aven, proprietario di Alfa Bank.

Vista sui laghi. Sul Garda ha puntato gli occhi anche Roman Abramovich che quando invece èin Costa Smeralda dorme sul suo yacht Eclipse, il più grande del mondo: si è comprato villa Bover a Desenzano che una volta era di Schumacher. Poi ha acquistato una casa di 18 stanze a Sabaudia per 18 milioni. Piace molto anche il lago di Como, naturalmente. Vicino a George Clooney a Laglio si sono insediate due famiglie moscovite amiche di Nurlan Kapparov, oligarca kazako del gas, che ha invece comprato Villa Giuseppina a Cadenabbia. L'altro magnate del gas che ha investito forti cifre in Gallura è il georgiano Manasir Zyiad, proprietario della società che fornisce tutte le infrastrutture a Gazprom. Ziyad ha acquistato tre ville confinanti fra loro a Punta Nuraghe, a Porto Rotondo, e per poter costruire una via di collegamento con la strada principale ha realizzato una scuola per il comune di Olbia.

Da parte sua l'Italia, forte di questo incoming a metà tra turismo e business, rafforza l'asseeconomico tra Italia e Russia. Sette sono fino a questo momento gli accordi bilaterali e ventuno le intese commerciali firmate al vertice intergovernativo di Trieste a novembre presieduto da Enrico Letta e Vladimir Puti. Un incontro che, di fatto, riannoda il filo dei summit italo-russi interrotti nel 2010. Le intese firmate riguardano prevalentemente l'energia, l'industria e la finanza. Inoltre le due nazioni hanno dato vita ad un fondo d'investimento congiunto da un miliardo di euro per progetti in entrambi i paesi, firmando un accordo per facilitare le procedure doganali delle imprese italiane che esportano in Russia. L'Italia, infatti, è il quarto partner commerciale di Mosca e l'interscambio nel 2014 potrebbe addirittura superare i 50 miliardi di euro.

Fonte: Nanni Magazine

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