La Cina fissa gli obiettivi economici 2014

Pechino - 27 gennaio 2014 
Le authority finanziarie di Pechino continuano con il percorso di apertura ai mercati nel settore bancario e per le offerte pubbliche. Espansione dello yuan, apertura del settore bancario ai capitali privati, regolamentazione in linea con il mercato per le offerte pubbliche iniziali delle società che intendono quotarsi in Borsa. Sono questi gli obiettivi delle 4 authority finanziarie cinesi per il 2014.

Internazionalizzazione della valuta
Alcune di queste liberalizzazioni erano già ampiamente previste e sono in fase di realizzazione in queste settimane. La banca centrale cinese continuerà nel suo percorso di internazionalizzazione del Renminbi, la valuta cinese, dopo gli accordi di swap dello scorso anno, tra cui quello con la Banca Centrale Europea, firmato il 10 ottobre scorso, per 350 miliardi di yuan, pari a 45 miliardi di euro.

La crescente internazionalizzazione dello yuan è riconosciuta da tempo: il 3 dicembre scorso, la Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, meglio nota con il suo acronimo Swift, ha reso noto che la valuta di Pechino aveva superato l'euro negli scambi internazionali diventando la seconda valuta più utilizzata nel trading finanziario globale. La Banca Popolare di Cina retta da Zhou Xiaochuan non abbandona, però i suoi capisaldi e conferma anche per l'anno in corso una linea di politica monetaria prudente e una continua crescita del credito. La scorsa settimana la banca centrale ha iniettato due volte liquidità nel sistema finanziario, per un totale di 62 miliardi di dollari.

Le prime banche private
La Cbrc - China Banking Regulatory Commission - avrà come compito principale quello di guidare la nascita delle prime banche private cinesi, che potranno essere fino a un massimo di cinque, come stabilito nei primi giorni dell'anno. Si tratterà di progetti pilota soggetti a "standard e procedure severe", aveva precisato la Cbrc in un comunicato, e i nuovi istituti di credito dovranno essere capaci di reggersi sulle sole loro forze, accollandosi tutti i rischi collegati alla nuova attività. L'authority del settore bancario si impegna poi a ridurre le condizioni di accesso al mercato interno dei capitali per le banche straniere e sorveglierà l'attività creditizia legata alle imprese di costruzioni del Paese. La Cbrc si concentrerà, infine, anche su quei settori industriali che soffrono di sovrapproduzione, per ridurne il rischio di default e provvedere alla liquidazione degli asset. Novità in vista anche per le offerte pubbliche iniziali delle società cinesi che intendono quotarsi in Borsa.

Nuove procedure per le offerte pubbliche
La China Securities Regulatory Commission - authority dei listini del Dragone - nei prossimi tre anni stabilirà le nuove procedure per le Ipo che andranno verso un sistema di approvazione basato sulla registrazione e l'emissione delle azioni regolato dal mercato. Entro la fine del 2016, conferma la CSRC, saranno 21 i requisiti per l'ingresso in Borsa, ora vigenti, che verranno aboliti. Attualmente sono oltre 700 le società in attesa dell'approvazione per potersi quotare, secondo dati Bloomberg.
Più di trenta Ipo sono ancora in lista di attesa. Nella giornata di domani è prevista la quotazione della Shaanxi Coal Industry alla Borsa di Shanghai, che sarà la maggiore Ipo degli ultimi due anni, da quando la Csrc ha annunciato la ripresa delle Ipo, a fine 2013. L'offerta pubblica iniziale del terzo gruppo carbonifero cinese sarà di quattro miliardi di yuan, pari a 661 milioni di dollari (483,7 milioni di euro).

L'emissione, secondo quanto scritto in un comunicato di venerdì scorso della Borsa di Shanghai sarà di 500 milioni di azioni. L'ultima novità, ancora in fase di studio, riguarda più da vicino i cittadini cinesi, che entro la fine dell'anno potrebbero sottoscrivere due nuove polizze di assicurazione. La China Insurance Regulatory Commission sta considerando la possibilità di istituire una polizza per le catastrofi naturali, come i terremoti, e una per la sicurezza alimentare, tema molto sentito in Cina e preso sempre in maggiore considerazione anche dalle autorità. La Cina da tempo chiede maggiore collaborazione a livello internazionale nella sicurezza alimentare: tra i Paesi in prima linea in questo settore c'è anche l'Italia. Ma le preoccupazioni per la qualità dei prodotti che finiscono sulle tavole dei cinesi è sentita anche all'interno, e le pene per chi trasgredisce alle regole - o si rende responsabile di frodi alimentari – sono sempre più severe.

Fonte : Rai News

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