IVA - ambito di applicazione - cessione all'esportazione

Con la risoluzione in commento, l'Agenzia delle Entrate ha precisato che si considera, ai fini Iva, cessione all'esportazione non imponibile, la vendita realizzata secondo un procedimento che si perfezionerà all'atto del prelievo, all'estero, delle merci lì depositate. 
Ciò, nel presupposto fondamentale che l'operazione, fin dalla sua origine e nella relativa rappresentazione documentale, sia stata concepita in vista del definitivo trasferimento e cessione della merce all'estero.

Il trasferimento della proprietà non deve infatti necessariamente avvenire anteriormente al trasporto della merce all'estero, ben potendo, quest'ultima, come nel caso di specie, essere previamente inviata all'estero per essere lì successivamente ceduta in ossequio a preventivi accordi di compravendita stipulati con il cliente estero. 

Sotto il profilo degli adempimenti, rammenta l'Agenzia, tornano applicabili le indicazioni fornite con la risoluzione n. 520657 del 1975, secondo la quale il collegamento tra i beni inviati all'estero in "franco valuta" e quelli ceduti secondo gli accordi contrattuali potrà essere dimostrato mediante: annotazione in un apposito registro (articolo 39 del Dpr 633/1972) delle spedizioni dei beni all'estro, riportando per ciascuna annotazione gli estremi del documento di esportazione e indicazione nella fattura di vendita, emessa al momento della consegna dei beni all'acquirente, della corrispondente annotazione del registro relativa ai medesimi prodotti.

La precisazione trae origine da un'istanza di interpello presentato da una società, che chiedeva chiarimenti circa il trattamento Iva applicabile a propri beni esportati in regime "franco valuta", per essere successivamente ceduti al cliente estero, in virtù dell'impegno contrattualmente vincolante assunto ab origine dalle parti.

Fonte : Sole 24 Ore - Risoluzione Agenzia delle Entrate del 13 dicembre 2013, n.94/E 

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