Camere miste: punta avanzata dell'Italia in nuovi mercati

Il Presidente Ferruccio Dardanello illustra il ruolo che possono ricoprire le Camere di Commercio italo-estere nel fornire un immediato supporto alle imprese italiane per aprirsi a mercati con un elevato potenziale di crescita.

In questi anni di crisi solo l’export ci ha strappato qualche sorriso. 

E sarà ancora l’estero nel prossimo futuro la principale prospettiva di sviluppo del nostro Paese. Per questo l’internazionalizzazione delle nostre imprese è da tempo al centro dell’agenda del Sistema camerale che su questo tema ha ulteriormente incrementato i propri sforzi per sostenere il made in Italy nel mondo. In questo senso la rete delle 39 camere di commercio miste, alla quale è dedicata una specifica Sezione presso Unioncamere, è uno strumento importante per supportare l’azione di Sistema. Di questo si è parlato nell’VIII Forum delle Camere di commercio italo estere ed estere in Italia svoltosi alla fine di dicembre. Facciamo il punto con Ferruccio Dardanello, alla guida dell’ Unione italiana delle Camere di commercio e, appunto, della Sezione delle Camere miste. 

Le camere italo estere ed estere in Italia sono un efficace punto di intermediazione per sviluppare relazioni economiche tra il nostro Paese e quello di origine di migliaia di imprese che operano o vorrebbero operare nel nostro territorio. 
Si, senza alcun dubbio. Basta considerare che questa speciale realtà riunisce su base volontaria circa 5.500 associati, per la maggior parte imprese, provenienti da ben 65 diversi Paesi del mondo. Ma il bacino di utenza al quale si rivolge è assai più ampio della base associativa. Già oggi oltre 10mila aziende, italiane o straniere, si indirizzano infatti alle Camere miste per ottenere servizi di assistenza e consulenza, informazione, formazione e promozione per fare affari nel Belpaese o nei Paesi rappresentati da questa speciale Rete. Solo dall’erogazione di questi servizi, le Camere italo estere ed estere in Italia traggono quasi il 40% del loro bilancio che, nel 2012, ha superato i 10 milioni di euro. Numeri che la dicono lunga sul loro contributo prezioso a sostegno del processo di internazionalizzazione del nostro tessuto produttivo, anche verso mercati nuovi. Perché in molti casi, le Camere Miste rappresentano la punta avanzata della presenza del nostro Paese in aree di recente sviluppo e possono quindi fornire un immediato supporto alle imprese italiane per aprirsi a mercati con un elevato potenziale di crescita. 

Quale ruolo hanno quindi le Camere miste all’interno del Sistema camerale, nel quale con la riforma del 2010 sono entrate a far parte a pieno titolo ? 
Le camere miste insieme alle 76 Camere di commercio italiane all’estero sono un ponte naturale straordinario attraverso il quale far camminare il business italiano oltreconfine. Per questo nel corso degli anni il Sistema camerale ha favorito lo sviluppo di azioni sinergiche tra questi snodi strategici per l’internazionalizzazione delle nostre imprese. Solo quest’anno attraverso il fondo intercamerale si è attivato un intervento congiunto tra 13 camere miste, una italiana all’estero e 37 camere di commercio italiane per la realizzazione di 8 importanti progetti transnazionali con i mercati africani, del centro e sud America, dell’Europa orientale e dell’Asia centrale. E per migliorare l’operatività delle Camere miste, oggi abbiamo allo studio un progetto di autoregolamentazione che preveda una sorta di “Carta di adesione alla Sezione” di Unioncamere sulla base di criteri di governance comuni e condivisi. Sono questi tutti tasselli di un più ampio mosaico che disegna una razionalizzazione complessiva degli interventi sull’internazionalizzazione avviata in questi anni dal Sistema camerale per migliorare l’efficacia complessiva della sua azione. 

Il lancio a febbraio di Worldpass fa parte di questo disegno? 
Certo. Worldpass, la nostra rete degli sportelli fisica e virtuale attiva presso le 105 Camere di commercio, è una delle speciali tessere che compongono questo mosaico. Insieme ai Ministeri dello Sviluppo Economico e degli Esteri, all’ ICE, a Sace, a Simest, alle Camere miste e alla rete delle Camere di commercio italiane all’estero ne stiamo facendo la porta di ingresso unitaria verso i mercati internazionali. Un punto unico di contatto per le imprese che necessitano di assistenza specialistica e di un primo orientamento per esportare. È con questo strumento che, in particolare, intendiamo fornire un “passaporto per il mondo” a 73 mila potenziali imprese esportatrici che oggi da sole non riescono a spiccare il volo. Un aiuto concreto per sostenere il Made in Italy nella sfida della competizione globale.

Fonte: Italia nel mondo Italplanet.it 

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