SACE RISK UPDATE fino al 5 dicembre 2013

ARGENTINA
È stato raggiunto un accordo preliminare per una risoluzione consensuale dell’affaire Repsol-YPF.

Il governo argentino ha infatti proposto una compensazione di USD 5 miliardi per l’esproprio delle quote (51%) detenute dall’iberica Repsol in YPF. La proposta di un accordo extragiudiziale è stata accettata all’unanimità dal consiglio d’amministrazione della società spagnola.

Il piano attuale prevede una compensazione attraverso il rilascio di buoni del tesoro argentino con scadenza a 10 anni e tasso d’interesse all’8,5%, condizioni tuttavia suscettibili di variazione in sede di accordo finale.

BRASILE
La Banca centrale ha alzato il tasso d’interesse benchmark SELIC di 50 punti base, al 10%. L’intervento è motivato dall’elevata inflazione nel paese, arrivata al 5,78% su base annua a novembre e ben oltre il livello target del 4,5%. In particolare, l’annuncio del tapering USA ha causato un deprezzamento del Real ed un aumento dei costi delle importazioni, sospingendo l’inflazione ai livelli attuali. Questo rialzo rappresenta l’ultimo di una serie di interventi restrittivi che hanno portato ad un aumento complessivo del SELIC di 275 punti base dallo scorso aprile.

CINA
È stata avviata la seconda piattaforma di scambio dei diritti di emissione di anidride carbonica da parte delle imprese cinesi. La Environment and Energy Exchange di Shanghai permetterà alle imprese meno inquinanti di vendere le proprie quote non utilizzate di emissioni alle compagnie più inquinanti. Il meccanismo mira a controllare le emissioni di gas serra e ad incoraggiare le compagnie a investire in una riduzione delle emissioni inquinanti. Una terza piattaforma sarà attiva a Pechino. Se l’esperimento otterrà risultati soddisfacenti, è possibile che le piattaforme vengano unificate in un unico sistema di scambi a livello nazionale.

ETIOPIA - KENYA
I due paesi miglioreranno le vie di comunicazione grazie alla costruzione di due nuove linee ferroviarie. L’Etiopiarinnoverà la linea Addis Abeba – Gibuti, con un investimento di circa USD 3 miliardi. Secondo la Ethiopian Railway Corporation, tale investimento ridurrà del 50% i tempi di percorrenza sui 756 km della linea. Il Kenya svilupperà invece un nuovo collegamento Mombasa – Nairobi, con un investimento di USD 4 miliardi. In entrambi i casi il maggiore finanziatore sarà l’Export-import Bank of China. Lo sviluppo della rete infrastrutturale contribuirà ad accrescere gli scambi commerciali tra i paesi dell’area, già più che triplicati fra il 2000 ed il 2012 (da USD 689 milioni a USD 2,4 miliardi secondo le stime FMI).

DUBAI
L’Emirato sarà il primo paese mediorientale a ospitare l’Esposizione Universale nel 2020. L’assegnazione dell’evento darà il via ad un ampio piano di espansione infrastrutturale e, oltre a garantire un aumento degli afflussi turistici (si stima un afflusso di 25 milioni di visitatori durante i sei mesi dell’evento), permetterà una maggiore crescita del settorenon-oil del paese. Le autorità hanno pianificato investimenti per oltre USD 8 miliardi, e stimano che l’evento genererà un ritorno economico totale di USD 28 miliardi. Secondo alcuni analisti, l’Expo spingerà ulteriormente le previsioni di crescita per Dubai: per il 2013 e 2014 si attende una crescita del PIL rispettivamente pari a +3,8% e 4,2%.

GERMANIA
Nel terzo trimestre viene confermata la buona performance dell’economia tedesca. Sebbene il PIL registri un rallentamento (+0,3% q/q) rispetto alla dinamica del secondo trimestre, la stima per il 2013 rimane nel suo complesso positiva (+0,6%), come le previsioni per gli anni futuri (+1,8% per il 2014 e il 2015). La crescita è stata sostenuta soprattutto dagli investimenti, che hanno fatto segnare un +3% q/q grazie agli investimenti fissi, in particolare nel settore delle costruzioni. È venuto invece a mancare il supporto della componente estera, con le esportazioni pressoché stazionarie a causa del debole mercato europeo e del rallentamento cinese.

IRAN
È stato raggiunto un accordo preliminare sul programma nucleare tra i paesi P5+1 (USA, Russia, Cina, Francia, UK e Germania) e l’Iran. L’intesa concede un limitato allentamento delle sanzioni imposte al paese sui settori metallurgico, automobilistico e petrolchimico. Di contro prevede il congelamento del piano nucleare iraniano e la limitazione della capacità di arricchimento dell’uranio. L’Iran potrà inoltre accedere a USD 4,2 miliardi di proventi dal petrolio bloccati in conti correnti internazionali. È improbabile che nell’immediato l’accordo produca ampi effetti sulle quotazioni del petrolio, stante il mantenimento delle restrizioni al commercio internazionale del greggio.

MESSICO
Il Senato ha approvato definitivamente la riforma dei prestiti bancari. L’intervento legislativo si propone di incrementare l’accesso al credito, attualmente a livelli molto ridotti. Il credito a consumatori e imprese non finanziarie ammonta ora al 15% del PIL, rispetto al 25% in Peru, al 40% in Colombia e al 70% in Cile. Le cause principali di un accesso al credito così limitato risiedono nel diffuso ricorso al settore finanziario informale e, soprattutto, nella difficoltà - per le banche - di escutere le garanzie in caso di mancato pagamento. I contenziosi giudiziari, infatti, durano in media tre anni e possono prolungarsi fino a dieci. La riforma interviene sulla seconda delle due cause e, secondo la Banca Centrale, potrà indurre una maggiore crescita del PIL fino allo 0,5%.

REP. CENTRAFRICANA
Aumentano le tensioni interne. Dopo il colpo di stato dello scorso marzo, che aveva portato alla deposizione dell’impopolare presidente Bozizé, in settembre l’attuale presidente Djotodia ha dichiarato fuorilegge il gruppo ribelle Séléka. Da allora i miliziani del gruppo hanno dilagato nel paese, compiendo razzie e omicidi di massa, al punto che alcuni osservatori internazionali hanno definito la situazione “al limite del genocidio”. La Francia, già impegnata a difendere l’aeroporto di Bangui con un piccolo contingente, ha dichiarato che invierà altri mille soldati a sostegno del contingente africano di peacekeeping già presente nel paese.

RUSSIA
La compagnia russa Mechel ha annunciato il raggiungimento di un’intesa con un gruppo di banche internazionali per il blocco di un anno degli effetti contrattuali del miliardo di dollari di debiti che gravano su di essa. L’azienda è reduce da un forte calo del proprio valore di borsa: a metà novembre le azioni della Mechel sono scese del 40%. L’azienda ritiene che questo calo sia frutto di attività speculative e non un effetto del negoziato con i creditori. L’accordo rappresenta infatti un’importante opportunità per reperire le risorse destinate a onorare il debito.

TUNISIA
L’agenzia Moody’s ha abbassato il rating sovrano a Ba3. Il downgrading è il secondo in meno di un anno (quello precedente era stato a maggio) e riflette lo stallo politico del paese, le crescenti difficoltà finanziarie e i persistenti squilibri: fiscale e delle partite correnti. Un altro elemento di criticità è rappresentato dalla debolezza del settore bancario e, in special modo, delle banche statali, caratterizzate da insufficiente capitalizzazione. L’agenzia mantiene inoltre unoutlook negativo sul paese e non si esclude un ulteriore downgrading qualora lo stallo politico dovesse persistere, compromettendo l’agenda di transizione economica e democratica del paese.

Fonte: Ufficio Studi Economici Sace - ufficio.studi@sace.it

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