Non solo Petrolio: nel Golfo l'Italia può essere un partner a tutto campo

La missione negli Emirati, guidata dal Vice Ministro dello Sviluppo Economico Calenda, ha prodotto una serie di accordi riguardanti infrastrutture, attività hi-tech, moda e settore agroalimentare.

Numerosi accordi sia a livello di aziende che di Istituzioni e un intenso programma di iniziative che coinvolgeranno nei prossimi mesi alcuni tra i più rilevanti gruppi finanziari del Golfo, tra cui Senaat (ex General Holding Corporation) principale holding industriale di Abu Dhabi, Khalifa Fund, Gulf Capital ed altri, sono il risultato della missione che si è svolta in ottobre negli Emirati Arabi Uniti. 

Sta emergendo un nuovo volto delle economie del Golfo che puntano a diversificare le attività in diverse direzioni: settori hi-tech, ambiente e infrastrutture, formazione e sanità di alto livello, con una proposta di collaborazione ad ampio spettro per le aziende italiane, senza trascurare le opportunità nei settori tradizionali del Made in Italy (alimentare, sistema moda ecc.)

La missione italiana era guidata dal Vice Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, affiancato dal Vice Presidente di Confindustria, Paolo Zegna con diversi imprenditori, dal Presidente dell’Agenzia ICE Riccardo Monti, da Guido Rosa in rappresentanza dell’ABI, l’Associazione bancaria italiana e dal presidente del CNR, Luigi Nicolais. 

Da parte emiratina il Ministro dell’Economia Sheikh Al Mansouri, il Governatore della Banca Centrale, Sultan al Suwaidi, il chairman di Senaat e Khalifa Fund, Hussein Al Nowais, il Ministro dello Sviluppo Economico, Presidente della Società ferroviaria e Presidente della National Bank of Abu Dhabi, Nasser al Suwaidi, i chief executive del gruppo Tecom, Amina Al Rustamani e di Gulf Capital, Karim El Sohl, il Vice Presidente di DP World, Mohamed Al Muallem.

Di seguito le iniziative e gli accordi più significativi.

PMI e hi-tech 
Il Ministero dell’economia degli Emirati e il CNR hanno siglato un accordo che identifica e definisce diverse attività di ricerca applicata da sviluppare con una serie di interlocutori accademici ed economici emiratini con particolare riguardo ai settori agricoltura, biofood, idrico, Ict, energie rinnovabili, chimica, nuovi materiali e trasporti.
Il CNR collaborerà alla costituzione di un Innovation Center negli Emirati, dove si realizzeranno formazione avanzata, ricerca e trasferimento tecnologico. L’accordo inoltre, prevede che il CNR assuma un ruolo attivo nell’esplorare le opportunità di investimento per le Pmi ad alta tecnologia.
L’accordo sarà gestito da un Comitato composto da sei rappresentanti, tre per parte, con il compito di mettere a punto un action plan che dettaglierà i progetti comuni.

Settore agroalimentare
L’Agenzia ICE selezionerà un gruppo di imprese italiane potenzialmente interessate a sviluppare attività di produzione e trasformazione negli Emirati, da realizzare in collaborazione con Aghtia, società del gruppo Senaat, attiva nel settore degli alimenti e delle bevande. 
Inoltre l’Agenzia metterà in contatto le società italiane interessate a fornire prodotti al gruppo Chef (recentemente rilevato dal fondo Gulf Capital) - che opera nel settore horeca (hotel, ristorazione e catering) - con un migliaio di clienti, inclusi alberghi, linee aeree, aziende negli Emirati e in Oman e Qatar.
Inoltre la società partenopea EP World ha concluso un accordo per la fornitura di servizi di catering e ristorazione nei Paesi del Golfo ed in Iraq. 
Start up Simest esaminerà insieme al management di Khalifa Fund un elenco di nove progetti di start up che il fondo emiratino intende finanziare. Quelli selezionati potranno essere cofinanziati dal Khalifa Fund e dalla Simest con la creazione di joint venture, nonché la fornitura di materiali e tecnologie dall’Italia.

Finanziamenti e credito
Un accordo sottoscritto dall’ABI e dalla Federazione delle Banche Emiratine, impegna le parti ad intensificare la cooperazione nel settore finanziario. è da rilevare che secondo ABI il plafond stanziato dalle banche italiane per finanziare esportazioni, investimenti e nuove attività imprenditoriali nella federazione dei sette emirati indipendenti di Abu Dhabi, Dubai, Sharjah, Ajman, Umm al Qaiwain, Ras al Khaimah e Furjayrah ammonta già a 1,8 miliardi di euro. 
Del plafond complessivo fino ad oggi è stato impiegato solo il 40%. Ci sono dunque ampi margini per finanziare nuovi progetti di business e flussi di esportazioni.

Impianti idrici
Saceccav (gruppo Aquae Italia) e Tamas, concessionaria per le reti idriche di Abu Dhabi, hanno siglato un partnership agreement per migliorare le prestazioni e l’efficienza di depuratori civili, impianti di trattamento delle acque industriali e impianti di potabilizzazione.
Il primo progetto che vedrà la luce riguarda il potenziamento di un impianto di trattamento di acque reflue nella città di Abu Dhabi, che verranno riutilizzate per l’irrigazione. La società italiana metterà a disposizione personale tecnico specializzato: ingegneri ambientali, idraulici, elettrici e project manager.
L’accordo di cooperazione comprende, oltre agli Emirati Arabi, Oman e Arabia Saudita. 
In due anni è previsto un giro di affari di circa 50 milioni di euro. è da rilevare che sempre nell’area del Golfo, in Qatar, Saceccav si è aggiudicata recentemente una gara per la stazione di pompaggio della rete di acque reflue di Doha nel quartiere La Perl.

Gare e appalti
Il management del gruppo Senaat terrà aperti i canali di comunicazione con l’Ambasciata d’Italia al fine di informare in anticipo riguardo ai prossimi tender che saranno banditi dalla holding nei settori siderurgico, manifatturiero, petrolchimico etc.

Ferrovie
Di particolare interesse anche il settore delle ferrovie. Il primo tratto della nuova rete ferroviaria degli emirati, alla cui costruzione hanno partecipato diverse imprese italiane (Saipem, Technimont, Selex Elsag) è quasi terminata con buona soddisfazione del committente. Si tratta di una buona premessa in vista dei tender per la realizzazione del secondo tratto.

Turismo
L’Università Luiss ha sottoscritto un’intesa con la Emirates Academy of Hospitality organizzata dal gruppo Jumeirah per la formazione di specialisti nel settore turistico. Jumeirah gestisce diversi alberghi a Roma, Francoforte Istanbul, Londra, Maiorca e Baku.

Trattato di libero scambio con la UE
Il ministro Al Mansouri ha sottolineato, anche in vista del semestre di Presidenza italiana, l’opportunità di una accelerazione del negoziato di libero scambio tra Unione Europea e Consiglio di Cooperazione del Golfo ormai arenato da molti anni.

Fonte: Ministero degli Affari Esteri - NewsLetter Dicembre Diplomazia Economica Italiana

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