Investimenti Diretti Esteri (IDE) nei Paesi meridionali del Mediterraneo

Secondo il recente rapporto annuale del Mediterranean Investment and Partnership Observatory (ANIMA-MIPO), nel 2012 - malgrado una difficile congiuntura - sono aumentati gli investimenti diretti esteri (IDE) nei Paesi meridionali del Mediterraneo.

Il Report misura l’attrattività dei seguenti Paesi del Mediterraneo: Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Autorità Palestinese, Siria, Tunisia e Turchia.

Emmanuel Noutary, direttore generale di Anima Investment Network, ha così commentato i risultati: “Si nota una certa tenuta degli investimenti nell’area, malgrado la difficile congiuntura economica e politica. Dopo la riduzione registrata nel 2011, lo scorso anno gli IDE (645 i progetti presi in considerazione dagli analisti) sono cresciuti del 36% e hanno raggiunto i 37 miliardi di euro”. I Paesi MED raggiungono così i livelli pre-crisi del 2008.

Questi dati, relativamente buoni in considerazione del difficile contesto politico e economico, devono però essere presi con cautela: secondo l’UNCTAD la quota di mercato degli IDE globali della regione MED è scesa dal 3,3% del 2008 al 2,6% nel 2012.

L’Europa sta drammaticamente perdendo peso nell’area (la sua quota di IDE si è progressivamente ridotta in soli due anni dal 45% al 26%), mentre cresce la presenza dei Paesi Brics al 28% (per la prima volta, nel 2012, rappresentano la principale fonte di investimenti esteri nell’area) e dei Paesi del Golfo.

Quattro settori, nel 2012, hanno attratto circa i due terzi degli investimenti esteri: banche, energia, edilizia e telecomunicazioni. Atteso un aumento degli investimenti nel turismo, nel software, nell’automotive e aeronautico e nelle biotecnologie. In flessione invece gli investimenti nell’agroindustriale.

L’Algeria, che ha mantenuto una certa stabilità politica e istituzionale e una buona dotazione infrastrutturale di base, ha archiviato il 2012 con risultati record. Gli investitori stranieri sembrano essersi adattati alla regola che limita al 49% la loro partecipazione al capitale sociale di un’azienda algerina. Particolarmente attivo il Qatar destinato a diventare nel 2013 il principale Paese investitore in Algeria (primato finora detenuto dalla Francia).

Israele e Turchia consolidano la loro leadership e attraggono, nel 2012, circa la metà degli IDE dell’area.Libano e Egitto, malgrado la difficile situazione politica, chiudono il 2012 con IDE in crescita.

Crescono soprattutto gli accordi tra imprese (franchising, accordi commerciali e di distribuzione). Circa un terzo delle partnership prevedono l’aperutra di una filiale. Gli scambi di tecnologia rappresentano invece solo il 7% del totale.

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Fonte : NewsMercati

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