Commercio estero dell'Italia

Anno 4 - numero 39 - Aggiornamento al 18 ottobre 2013

Nel mese di agosto 2013 si è registrato un incremento, rispetto al mese precedente, tanto delle esportazioni (+1,7%) quanto delle importazioni (+1,1%) italiane; per entrambi i flussi il contributo dei mercati Ue è stato sostanziale (+2,9% per le esportazioni e +2,4% per le importazioni), essendosi mantenute sostanzialmente invariate le vendite nei mercati extra-Ue (+0,2%) e contestualmente ridotti (-0,6%) gli acquisti da quest’area.

Il saldo, positivo in entrambe le aree, è stato complessivamente pari a 958 milioni di euro (nello stesso mese dell’anno scorso si registrava un passivo di 458 milioni). Nel mese di agosto sono diminuiti i volumi sia delle esportazioni (-4,2%) sia delle importazioni (-6,3%). Nello stesso mese i valori medi unitari delle esportazioni si sono lievemente ridotti (-0,4%), mentre più netta è stata la flessione di quelli delle importazioni (-3,7%). 

Nel dettaglio, i tassi d’incremento più sostenuti si sono sperimentati nelle esportazioni di beni di consumo, soprattutto durevoli (+8,4%), in crescita in media del 4 per cento; la dinamica dei beni strumentali (+2,4%) e di quelli intermedi (+1,2%) è stata invece sensibilmente più contenuta. Per quanto riguarda la componente energetica, se ne segnala la flessione congiunturale piuttosto ampia, tanto nelle vendite (-16,0%) quanto negli acquisti (-6,4%); al netto di questa componente, la variazione congiunturale delle esportazioni di beni è stimabile al +2,5 per cento, mentre quella delle importazioni sale al +3,1 per cento. Da segnalare, inoltre, il notevole incremento degli acquisti di beni strumentali (+13,8%), la crescita più contenuta dei prodotti intermedi (+1,8%) e la flessione delle importazioni di beni di consumo (-3,2%). 

Confrontando i dati con quelli di agosto 2012, le esportazioni hanno registrato una flessione media del 4,4 per cento, particolarmente ampia nelle vendite di energia (-34,1%) e di prodotti intermedi (-8,8%) e più contenuta nel caso dei beni strumentali (-0,6%); solo per i beni di consumo il confronto tendenziale è positivo e pari a +3,2 punti percentuali. Dal lato delle importazioni, la flessione ha riguardato tutte le tipologie di beni, con la sola eccezione di quelli strumentali per i quali si è registrato un +14,8 per cento. 

Con riferimento ai singoli partner commerciali e sempre in termini tendenziali, nel mese di agosto 2013 tra i mercati di sbocco dell’Ue si sono distinti il Belgio (+10,2%), il Regno Unito (+4,1%) e la Repubblica Ceca (+3,2%); sostanzialmente invariate (+0,3%) le vendite in Germania, nostro principale mercato di destinazione. Hanno mostrato una flessione le esportazioni destinate a Francia (-9,2%), Spagna (-4,8%) e Austria (-4,5%). Per quanto riguarda l’extra Ue, si sono distinti ancora il Mercosur (+16,4%), la Cina (+14,4%) e, un po’ meno, la Russia (+1,8%) e gli Stati Uniti (+1,7%). Si sono ridotte le vendite italiane dirette verso Turchia (-29,5%), Svizzera (-24,3%), Asean (-15,4%), paesi Opec (-12,2%). Più contenuta la flessione verso Giappone e paesi asiatici Eda (-2,5%). Per quanto riguarda le importazioni gli unici mercati in crescita sono stati il Belgio (+28,6%), la Romania (+6,8%), la Repubblica Ceca (+2,6%) e, tra i partner extra Ue, l’India (+8,6%) e il Medio Oriente (+21,3%). 

Sono diminuiti gli acquisti da tutte le altre aree di riferimento: in particolare, da segnalare quelle da Asean (-23,9%), paesi EDA (-20,1%), Opec (-16,4%), Turchia (-15,4%), Stati Uniti (-14,8%), Russia (-10,9%), Cina (-10,3%). 

Nel complesso, nei primi otto mesi del 2013 le esportazioni italiane sono diminuite dello 0,3 per cento, a fronte di una flessione delle importazioni molto più ampia (-6,4 per cento). La variazione in termini di volumi è stata nello stesso periodo negativa sia per le esportazioni (-1,6%) che per le importazioni (-5,2%), a fronte di un contenuto incremento dei valori medi unitari delle esportazioni (+1,3%) e di una lieve flessine di quelli degli acquisti dall’estero (-1,3%). Il saldo nel periodo gennaio agosto è stato positivo e pari a 19,2 miliardi di euro; al netto della componente energetica, l’attivo commerciale dei primi otto mesi dell’anno è prossimo ai 56 miliardi di euro. 

Fonte: Istat

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