Commercio estero dei suini

Nel mese di settembre 2013 i prezzi dei suini nei paesi maggiori fornitori dell'Italia, sono diminuiti in Germania, Spagna e Olanda mentre hanno riportato una variazione positiva in Francia e Danimarca.
La variazione tendenziale, ossia rispetto a settembre 2012 è stata negativa per tutti i paesi monitorati.

Secondo l'analisi del Marchè du Porc Breton, i macelli tedeschi avrebbero scosso il mercato suinicolo abbassando drasticamente il prezzo della carne di maiale ad inizio mese, abbassamento eseguito per rilanciare il commercio.

Questo avrebbe completamente destabilizzato il mercato della carne provocando un crollo del prezzo anche in altri paesi europei. Inoltre la produzione di carne di maiale all'interno dell'UE è in leggero calo, mentre la produzione del Nord America è ad oggi stabile.

In Germania i prezzi del suino leggero sono diminuiti del - 4,5 % rispetto ad agosto per un valore mensile di 1,79 euro/Kg (peso morto). La quotazione di Spagna e Olanda registra una diminuzione del -1,1 % e - 2,9 % rispettivamente, si ricorda che entrambe le quotazioni sono a peso vivo. Francia e Danimarca riportano invece una variazione positiva nella quotazione del suino leggero e in particolare la variazione registrata è stata del + 1,3 % in Francia e + 1,6% in Danimarca.

Nel periodo gennaio-giugno 2013, il commercio estero dell’Italia di suini, carni suine e salumi ha realizzato un saldo finale negativo e pari a -475,2 milioni di euro, in peggioramento di quasi 51 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. 

Considerando i dati cumulati dei primi sei mesi del 2013, le esportazioni hanno raggiunto un valore di 604 milioni di euro, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+1,6%) e corrispondenti ad un quantitativo di 103.862 tonnellate ( - 4,2%). Per la terza volta consecutiva si è avuto un decremento dei volumi esportati, mentre è aumentato il valore medio unitario dei prodotti venduti all'estero (+6,1%).
Come sempre i prodotti maggiormente esportati in termini di quantità sono stati le salsicce e i salami (27.133 tonnellate) e le carni suine disossate, secche o affumicate ( 25.089 t.), voci che hanno realizzato un aumento in valore rispetto al periodo gennaio-giugno del 2012 e pari rispettivamente al +3,6% e al + 4,5 %.

L'importanza dei prodotti lavorati nelle vendite italiane all'estero di carni suine è evidenziata dalla composizione delle esportazioni italiane di suini e carni suine, dato che la maggior parte del valore totale è stato costituito da i due prodotti principali, entrambi ad elevato valore aggiunto in quanto caratterizzati da una maggiore lavorazione: le carni disossate secche o affumicate (44,1%) e le salsicce e salami ( 26,5%).

Relativamente ai mercati esteri di destinazione, il 74,4 % delle spedizioni italiane ( in volume) a giugno 2013 è stato destinato ai paesi dell'Unione Europea, con le quantità esportate che si sono assestate a 14.150 tonnellate (-4,8% in termini tenziali e -0,2% in termini congiunturali).

La Germania resta il primo cliente dell'Italia (quota in volume del 18,7%) mentre, per quanto riguarda gli altri partner, rispetto allo stesso periodo del 2012 si segnala il forte aumento delle quantità esportate verso Stati Uniti (+19,8%), probabilmente frutto dell'accordo di libero scambio ( siglato nel 2012 con l'Italia) che ha autorizzato l'esportazione di salumi a breve stagionatura verso tale mercato e che è entrato in vigore il 28 maggio di quest'anno. Complessivamente, a giugno le esportazioni verso il mercato statunitense hanno raggiunto i 6,1 milioni di euro in valore (+25,9% rispetto all'anno precedente) e corrispondenti ad un volume di 507 tonnellate.

Fonte : Centro ricerche Crefis Università Cattolica del S. Cuore, sede di Piacenza e di Cremona.

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