Export Sud : Programma ICE con 50 mln in 3 anni

Dopo i dati diffusi in settimana dall’Istat sulle “Esportazioni delle regioni italiane”, secondo cui il Mezzogiorno resta al palo sul fronte delle vendite all’estero, arriva il programma Export Sud dell’Agenzia-Ice. Ad annunciarlo al Denaro è il presidente dell’ex Istituto per il commercio con l’estero Riccardo Monti. Si tratta di una leva di sviluppo per il Meridione, che prevede uno stanziamento di 50 milioni di euro in tre anni, accessibili tramite bandi che a breve l’Agenzia-Ice e il ministero della Coesione territoriale lanceranno. 

“E’ necessario lanciare una nuova fase di sviluppo e noi lo stiamo facendo con il programma Export Sud, che sarà operativo a giorni”, spiega il numero uno dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese.

I dati sull’export dell’Istituto nazionale di statistica parlano chiaro: è possibile invertire la tendenza?
Certo. La situazione descritta sprona sempre di più l’Ice-Agenzia per la promozione all’estero a puntare sulle potenzialità e sui vantaggi comparati della Campania e delle altre regioni del Mezzogiorno nell’ambito del piano Export Sud appena varato, allo scopo di favorire una loro più intensa proiezione internazionale in modo da beneficiare della attesa accelerazione della domanda e del miglioramento del ciclo economico internazionale.

Passiamo ai dati: vuole ricordarli?
Nel primo semestre del 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012, la flessione delle vendite estere del Mezzogiorno è pari al 9,2 per cento, sintesi di una contrazione del 13,8 per cento per le regioni insulari e del 9,2 per cento per quanto riguarda l’Italia meridionale. Dal punto di vista geografico, le regioni meridionali hanno segnato una flessione sia nei mercati dell’Unione europea, meno 11,2 per cento, dove si dirige il 48 per cento delle esportazioni complessive, sia nell’extra Ue, meno 7,3 per cento).

Ci sono Paesi verso i quali cresciamo?
Nell’ambito dell’Unione, gli unici Paesi a far registrare un incremento dell’export sono stati Francia (più 10,5 per cento), principale mercato di sbocco con un peso dell’11 per cento sul totale, Polonia (più 2,9 per cento) e Repubblica Ceca (più 0,8 per cento); tuttavia, le vendite hanno subìto un crollo del 26 per cento in Spagna, nei Paesi Bassi, meno 24,9 per cento, in Belgio, meno 16,8, e in Germania, meno 10,8, secondo mercato di sbocco. Al di fuori dell’Unione europea, le riduzioni più consistenti dell’export si sono verificate verso i Paesi Asean, dove si sono quasi dimezzate, meno 48,6 per cento, negli Stati Uniti, meno 27,5, in India, meno 26,2, e in Turchia, meno 23,8. Al contrario gli incrementi più consistenti sono stati conseguiti sul mercato cinese, più 14,8 per cento, giapponese, (più 14,4, e russo, più 13,4.

Dal punto di vista settoriale?
Le flessioni più consistenti hanno riguardato i prodotti minerari, meno 42,5 per cento, i prodotti in metallo, meno 27, i prodotti della raffinazione petrolifera, meno 20,5, la meccanica strumentale, meno 14 per cento, e i prodotti in carta, meno 12,3 per cento. Mentre i settori con dinamiche positive dell’export sono stati i prodotti agricoli, più 16 per cento, e alimentari, più 6 per cento, insieme con le piastrelle ceramiche (più 7,3 per cento).

In questo contesto come si è comportata la Campania?
La Campania si è rivelata, assieme alla Basilicata, più 0,6 per cento, la regione più virtuosa del Mezzogiorno sia pur con un incremento limitato delle proprie vendite estere, pari a più 0,2 per cento, ma che tuttavia consente di aumentare il proprio peso sulle esportazioni nazionali dal 2,4 per cento dei primi sei mesi del 2012 al 2,5 per cento dello stesso periodo del 2013. Le importazioni sono invece diminuite del 6,4 per cento, circostanza che ha consentito alla regione di ridurre fortemente il proprio deficit commerciale a 307 milioni di euro contro un disavanzo di oltre 665 milioni di euro nel primo semestre 2012, una variazione in positivo di circa 360 milioni di euro.

Cosa ha determinato tale risultato?
Hanno contribuito gli incrementi particolarmente brillanti delle esportazioni di prodotti in legno, più 14,4 per cento, di prodotti agricoli, più 12,9, di prodotti chimici, più 12,1, e di articoli in pelle, più 11,6 per cento. I primi quattro mercati di sbocco per le esportazioni campane hanno tutti registrato incrementi delle vendite superiori alla media, segnatamente Francia con un più 2,1, Stati Uniti più 9,1, Germania più 8,9 e Regno Unito più 9,5, anche se ha pesato negativamente la sensibile contrazione registrata in Svizzera, quinto mercato di destinazione delle merci campane, che ha mostrato una diminuzione del 20,5 per cento delle esportazioni regionali rispetto al primo semestre 2012.

Esiste uno spaccato a livello provinciale?
La performance migliore è stata quella di Salerno, che ha visto le proprie vendite estere aumentare dell’11,3 per cento, seguita da Benevento con un più 1,1 per cento, Avellino più 0,9, con il lieve aumento dell’export di Caserta, più 0,2 per cento, mentre Napoli, principale provincia esportatrice, è stata l’unica a sperimentare una contrazione del 4,3 per cento.

Fonte : sito online "denaro.it"

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