Esportare agro-food in Sudafrica

Il Sudafrica ha un’infrastruttura economica di standard occidentale, rappresenta un quarto dell’economia del continente africano ed è un’importante porta di ingresso per gli altri mercati dell’Africa subsahariana.
La popolazione del Sudafrica (poco più di 50 milioni di abitanti) è caratterizzata dalla multietnicità. La legge sudafricana riconosce quattro macro-categorie etniche: neri, bianchi, "coloured" (etnie di origine mista) e asiatici.

La distribuzione del reddito presenta enormi differenze e la segmentazione in classi sociali, etnie e lingue (11 riconosciute: Afrikaans, Inglese, Ndebele, Sotho, Pedi, Swazi, Tsonga, Tswana, Venda, ‎Xhosa, Zulu) è un fattore che non facilita l’accesso agli operatori stranieri.

Circa un quinto dei Sudafricani ha il potere economico per accedere ai prodotti di importazione. Questi consumatori, concentrati prevalentemente nelle aree metropolitane, manifestano sensibilità per una alimentazione salutare e per la qualità degli alimenti e richiedono prodotti con marchi forti.

La GDO è ben organizzata nei centri urbani ed è la forma di commercio prevalente (a differenza di quanto avviene negli altri stati africani).

La comunità italiana è costituita da circa 85.000 persone, mentre si stimano in più di 100.000 quelle di origine italiana. La nostra cucina è molto apprezzata come testimoniano i numerosi ristoranti italiani presenti nel Paese.

Il Sudafrica è un Paese che ha sviluppato, a causa dell’isolazionismo in cui è vissuto per anni, un’economia piuttosto solida, diversificata ed autosufficiente. Per quanto riguarda il comparto alimentare si stima che, anche in funzione della favorevole posizione geografica, più del 90% dei prodotti in vendita abbiano origine locale. Ciononostante le percentuali di crescita dei prodotti agroalimentari italiani importati presentano, da anni, valori positivi.

Settore eno-agroalimentare

Il Sudafrica è un esportatore netto in alcuni comparti (in particolare prodotti ortofrutticoli e vino). Per i prodotti ortofrutticoli il vantaggio commerciale risiede nell’alta qualità e varietà della produzione, ma anche nella posizione geografica, che permette di soddisfare la domanda dei mercati occidentali durante l’inverno.

Il settore vitivinicolo rappresenta un’eccellenza; in pochi anni i produttori locali sono riusciti a produrre vini di altissima qualità a costi contenuti (oggi il Sudafrica è tra i primi 10 Paesi produttori ed esportatori di vino). Altri settori agroalimentari importanti sono quelli dei cereali, della carne e dei prodotti ittici.

In Sudafrica la tradizione nella lavorazione del prodotto alimentare non è molto radicata, e quindi le prospettive di mercato riguardano in particolare prodotti quali frutta e ortaggi lavorati, succhi, salse, sughi, condimenti, marmellate, frutta secca, cioccolato.

Inoltre si stimano buone prospettive per i prodotti biologici e la frutta come primizia, considerando l’alternanza delle stagioni nell’emisfero boreale rispetto a quello australe.

Negli ultimi anni è anche molto cresciuto il consumo, e quindi l’importazione, di olio di oliva e, in particolare, di quello extravergine; in crescita anche le importazioni di pasta, in tutte le sue forme, e didolci.

A causa della complessità nell’etichettatura e nella documentazione, per l’azienda italiana che desidera avviare un processo di esportazione la conoscenza della legge locale è indispensabile ed è quindi fondamentale avvalersi di un partner locale affidabile ed esperto.

Documenti per esportare in Sudafrica olio d’oliva e cioccolato

Fonte : NewsLetter NewsMercati

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