SIMEST: salgono a 7.000 le aziende supportate, il 64% sono PMI.

Roma, 20 giugno 2013
Oltre 570 imprese nel 2012, per investimenti e finanziamenti pari a 6,1 mld. 

Ha superato quota 7.000 il numero delle imprese supportate da SIMEST, tra strumenti di equity (partecipazioni) e finanza agevolata. Si tratta in particolar modo di aziende mediopiccole – circa il 64% del totale - che hanno potuto in questi anni rafforzarsi in Italia e affacciarsi sui mercati internazionali.

Per quanto riguarda le sole partecipazioni, nel corso dell’ultimo anno sono stati approvati 77 progetti di imprese italiane all’estero e in Italia, con un impegno di 104 milioni di euro: ciò consentirà di realizzare investimenti complessivi per oltre 1,5 miliardi.. Di questi progetti, 9 sono in Italia, per investimenti per oltre 800 milioni di euro. 

A fine 2012, le partecipazioni detenute da SIMEST, sia dirette, sia a valere sul Fondo di Venture Capital, hanno raggiunto, un valore di 570,2 milioni di euro. Si tratta di un portafoglio molto consistente anche per numero di partecipazioni (249 in 46 paesi).

I principali settori coinvolti - elettromeccanico/meccanico, energia, gomma/plastica, agroalimentare, tessile/abbigliamento ed elettronico/informatico - rappresentano uno spaccato dell’ eccellenza produttiva italiana. 

Di rilievo è stato anche il supporto dato da SIMEST alle imprese attraverso gli strumenti finanziari gestiti per conto del Ministero dello Sviluppo Economico: in particolare l’export credit, grazie alle sinergie avviate con Cassa depositi e prestiti (CDP), SACE e ABI. Tale strumento, insieme ai finanziamenti per lo sviluppo commerciale e per la patrimonializzazione delle PMI esportatrici, ha consentito di supportare nel 2012 oltre 500 imprese, per un valore complessivo di circa 4,6 miliardi di euro.

Sono questi i principali dati sull’attività evidenziati oggi nel corso dell’Assemblea degli azionisti di SIMEST, la finanziaria pubblico-privata, controllata dalla CDP e partecipata dalle principali banche italiane e dal sistema Confindustria, che promuove lo sviluppo competitivo delle imprese italiane. L’assemblea ha oggi approvato il bilancio consuntivo 2012: i ricavi della Società ammontano a 46,5 milioni di euro, con un margine operativo di 23,6 milioni di euro ed un utile netto di 13 milioni di euro. Si tratta della migliore performance gestionale dall’inizio dell’attività ad oggi.

L’approvazione del Bilancio 2012 è stata anche l’occasione per ribadire gli impegni futuri: la crescita dell’industria nazionale si giocherà sui mercati emergenti, dove la dinamica della domanda è già molto forte e crescerà significativamente, anche nel lungo periodo. 

Per questo motivo SIMEST intende aumentare ulteriormente i propri investimenti nelle imprese italiane attive in paesi come: Brasile, Cina, India, Turchia, Messico, Russia e Stati Uniti, dove è previsto un aumento delle quote di export per il solo 2013 di circa il 10%.

Il Presidente Vincenzo Petrone : 
«Siamo impegnati in prima linea nel supportare lo sforzo delle PMI italiane che portano nel mondo innovazione, competenze e made in Italy. Sentiamo fortemente la responsabilità di stare a fianco delle imprese che cercano nuovi spazi di mercato, soprattutto in questa fase di crisi economica internazionale. In questo senso, far parte di Cassa Depositi e Prestiti, un Gruppo strategico per la crescita industriale e il rilancio economico del Paese, consentirà di potenziare le strategie di export e internazionalizzazione di SIMEST.».

L'Amministratore Delegato e Direttore Generale Massimo D’Aiuto :
«Il bilancio 2012 di SIMEST registra, nonostante la situazione economica generale non favorevole, una crescita continua negli ultimi anni. Questo è possibile perché accompagniamo nel loro sviluppo competitivo le aziende più dinamiche  che hanno saputo cogliere le opportunità sui mercati in crescita, attraverso gli strumenti e l’assistenza che mettiamo a loro disposizione. Stiamo fortemente intensificando il nostro impegno per far sì che tante aziende italiane mantengano e rafforzino la produzione sul nostro territorio, aumentando al tempo stesso la loro competitività sui mercati esteri. Questo genera ricadute positive in Italia sulla produzione, innovazione e, cosa fondamentale, sull’occupazione».
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