La cooperazione italiana in Sud Africa

L’appoggio della Cooperazione italiana al Sudafrica si sviluppa a partire dal 1985 nell ’ambito delle misure adottate dalla Comunità Europea, a sostegno delle vittime dell’apartheid. 

Esso si puo’ idealmente suddividere fra il periodo pre e post elezioni dell’aprile del 94, che hanno portato Nelson Mandela alla guida del Paese. 

Nel periodo dell’apartheid, l’aiuto italiano, non facendo riferimento a precisi accordi governativi, si è caratterizzato come semplice appoggio alle fasce piu svantaggiate alla popolazione. 

I primi programmi avviati prevedevano borse di studio a favore di studenti della comunità nera e attività di assistenza tecnica alle strutture sanitarie presenti nella township di Soweto. 

Successivamente, venne elaborato un programma che prevedeva l’appoggio al servizio sanitario a favore della comunità nera nella provincia del Kwazulu-Natal. 

Negli anni Novanta, poco prima della fine dell’aparhteid, vennero avviate alcune iniziative promosse dalle Ong sindacali italiane a sostegno della confederazione sindacale Cosatu, nel settore dell ’informazione e dei media, e un intervento di appoggio a un programma di medicina del lavoro.

Con la fine dell’Apartheid (1994), il Governo Italiano, nell'intento di assistere il Governo Sudafricano nel superare la pesante eredità lasciata da questo periodo e iniziare un processo di democratizzazione, avviò un dialogo formale con le autorità Sudafricane. 

Il processo di consultazione portò alla firma a Roma, nel novembre del 1996, di un “Memorandum of Understanding on Development Co-operation” tra i due paesi per l’avvio di un Programma di aiuto. Tale 

Programma individuava come prioritari i settori della sanità , dell’educazione, dell’assistensa sociale e del sostegno alla piccola e media imprenditoria. 

Fece seguito, nel gennaio del 1998, un Accordo Tecnico di Cooperazione che definì le modalità di gestione delle risorse finanziarie nei settori prioritari individuati. 

Verso la fine del 1999, si delineò la necessità di definire una strategia-paese che servisse da quadro di riferimento per avviare una cooperazione a lungo termine, incentrata sulla lotta alla povert à attraverso il rafforzamento delle Istituzioni locali, attraverso il potenziamento della assistenza italiana nei settori sanitario ed educativo. 

Per rafforzare tale impegno, nel marzo 2002 in occasione della visita di Stato del Presidente della Repubblica Ciampi fu firmato un Protocollo Tecnico a sostegno del settore sanitario. 

Successivamente, nel giugno 2004 in occasione della visita del Comitato Direzionale del Ministero degli Esteri fu firmata una Dichiarazione di Intenti della Cooperazione Italiana in Sudafrica. Tale Dichiarazione, rinnovando l’impegno italiano nella riduzione della povertà nel Paese, confermò il sostegno dell’Italia nei seguenti settori: educazione, salute, ambiente, sostegno all’eguaglianza di opportunità tra uomo e donna e supporto alle piccole e medie imprese. 

A oggi, i rapporti bilaterali con il Sudafrica proseguono con regolarità . E’ da segnalare la visita in Italia del Presidente Sudafricano Thabo Mbeki nel marzo 2006 e del Ministro degli Esteri del Sudafrica Sig.ra Dlamini Zuma nel novembre 2005 e successivamente nell’aprile 2007. 

Nel luglio del 2007 Massimo D’Alema, allora Ministro degli Affari Esteri, ha fatto visita al Sudafrica, a guida di una delegazione istituzionale e commerciale. 

Sulla base degli impegni assunti, il contributo del Governo italiano, in questi ultimi anni, si è tradotto nel sostegno di numerose iniziative sia attraverso il canale bilaterale che quello multibilaterale.

L’impegno nel settore educativo e culturale ha continuato con l’erogazione, tra il 2002 e il 2004, di circa 1000 borse di studio all’anno a studenti appartenenti alle fasce piú svantaggiate della popolazione e con il finanziamento, tramite l’Ong MOVIMONDO, di un museo in ricordo di Alf Khumalo, con annessa una scuola di formazione professionale nel settore della fotografia, nella township di Soweto (Johannesburg). 

Tramite il canale multilaterale, invece, il contributo italiano è stato destinato all’UNESCO per un programma regionale di sviluppo dell’educazione non formale attraverso l’utilizzo delle tecnologie informatiche. 

Il sostegno alla piccola e media imprenditoria si è tradotto in un finanziamento affidato all’Agenzia delle Nazioni Unite UNOPS, da realizzarsi in cinque provincie del Paese (Eastern Cape, Northern Cape, Northern Province, Mpumalanga e Free State). Tale programma, chiamato Small Enterprises Human Development -SEHD, prevedeva assistenza a livello provinciale e municipale al Dipartimento del Commercio e Industria -DTI.

A completamento di questo è stato inoltre realizzato un programma di lotta alla povertà attraverso lo sviluppo delle piccole e medie imprese chiamato: Innovative Local Development Initiatives. 

Nello stesso ambito, sono stati poi finanziati due progetti gestiti dall’ONG italiana CISP: “Sostegno al programma dei Local Business Service Centres nella Provincia del Northern Cape” e “Sostegno all’organizzazione della Società civile nel Northern Cape”. 

Nella lotta al traffico della droga e alla prevenzione dell’uso di stupefacenti, il Governo Italiano ha contribuito a sostenere, attraverso l’Agenzia delle Nazioni Unite UNODOC, diversi programmi multiregionali che hanno interessato oltre al Sudafrica anche i paesi circostanti (Mozambico e Swaziland). 

Nel settore dell’infanzia, il contributo italiano è stato destinato all’UNICEF per un Programma di miglioramento dell’assistenza sanitaria infantile. 

Nel settore ambientale, infine, sono stati finanziati diversi progetti. Ricordiamo in particolare il Programma ambientale tranfrontaliero con Mozambico e Zimbabwe, approvato nel 2003, per la cui realizzazione è stato scelto quale ente esecutore l’Unione mondiale per la conservazione ambientale - IUCN.

Tramite il canale bilaterale, il settore sanitario è stato da sempre individuato come il settore verso cui concentrare la maggior parte delle risorse e iniziative della Cooperazione italiana a gestione diretta.

Tale settore, infatti, riveste un’importanza strategica in un paese con un reddito pro-capite tra i piu alti del continente africano, ma caratterizzato da forti diseguaglianze sociali e con un tasso di crescita dell'HIV/AIDS fra i piu alti al mondo. Le ultime statistiche riportano che 5.7 milioni di persone che vivono con il virus, di cui 3.1 milioni sono donne.

La lotta all'HIV/AIDS rimane, pertanto, una delle priorità dell’attuale Governo che si è impegnato a ridurre della metà il rischio di infezione e a raggiungere con le cure antiretrovirali almeno l'80% della popolazione entro il 2011.

La diffusione di strutture sanitarie adeguate, l’accesso ai farmaci e alle cure essenziali per tutta la popolazione rappresentano, infatti, requisiti fondamentali per lo sviluppo socio-economico del paese e per il rafforzamento del processo democratico. 

In tale contesto, l'aiuto italiano al sistema sanitario del Paese si è concentrato principalmente nel sostegno al settore materno infantile, all’elaborazione di sistemi informativi sanitari e alla lotta alle grandi endemie sia a livello nazionale che provinciale (nelle provincie di Eastern Cape, Gauteng, Kwazulu -Natal e Mpumalanga). 

L’aiuto dell’Italia si è tradotto in contributo in temini di assistenza tecnica e trasferimento di conoscenze, spesso in collaborazione con ISS (Istituto Superiore di Sanità ). 

Di particolare rilevanza è il Programma, attualmente in corso, per la sperimentazione del candidato vaccino HIV italiano prodotto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). L’iniziativa del valore di circa 22 milioni di euro in tre anni sarà realizzata per conto della DGCS dall’Isituto Superiore di Sanità e prevede la realizzazione di una linea di produzione di vaccini e la formazione di personale specializzato a livello centrale e periferico. 

Parallelemente, verrà attuata la IIª fase della sperimentazione del vaccino italiano (TAT) contro l’HIV/AIDS in concomitanza con la sperimentazione in corso in Italia. 

Il successo dei progetti realizzati in questi anni ha dato slancio alla Cooperazione italiana nel Paese e ha pertanto permesso l’avvio di importanti iniziative, nell’intento di consolidare quanto già realizzato.

Attualmente, il maggior donatore è l’Unione Europea che, per il periodo 2007-2013, ha previsto aiuti allo sviluppo per un totale di 140 milioni di euro, sulla base di un “Country Strategy Paper” concordato con il Governo sudafricano.

L’Italia, in quanto paese europeo, in ottemperanza alla Dichiarazione di Parigi sull’armonizzazione e l’allineamento di cui è firmataria, ha espresso la propria disponibilità ad armonizzare le attività nel Paese con il nuovo documento di programmazione. 

Il Paese nel periodo dal 1985 al 2007 ha beneficiato di donazioni italiane per circa 42 milioni di euro (erogati).

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